giugno 27 2009

Fotografo per caso #6

Mia sorella, Livia! :)

Livia Smiling

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giugno 25 2009

È morto Michael Jackson, stroncato da arresto cardiaco!

Addio Michael!! Addio

Che dire… veramente una grande perdita a mio parere! :(
Aldilà di questioni personali e robe correlate, un artista di grande spessore, che ha caratterizzato per molti anni la musica di tutto il mondo.

giugno 02 2009

Io per il terremoto non do un euro!

Riprendo il titolo provocatorio di Giacomo di Girolamo. Ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà soldi dal conto telefonico, non manderò alcun sms, non partiranno bonifici, nè versamenti alle poste. Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato le trasmissioni non-stop, gli appelli televisivi, le testimonianze sospirate dei politici. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà che in questo momento io possa fare.

Non do un euro, perché è proprio lo stereotipo dell’italiano buono e generoso che rovina questo paese, quello del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude ma che poi, alla fine, nel momento della tragedia, sa farsi perdonare tutto e fa a gara a chi da di più. Io sono stanco di questa Italia, non voglio si perdoni più nulla; è un circolo vizioso, il giorno seguente si ricomincia come prima. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Quando ci fu il Belice gli italiani si mossero, e diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate. Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì molti fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale, per la ricostruzione. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte allo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente. Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi – ogni volta – si continua imperterriti come prima?Terremoto

Non do un euro, perché paghiamo le tasse. E in questi soldi ci sono già dentro quelli per la ricostruzione, per gli aiuti, per la Protezione Civile, che però vengono sempre spesi per fare altro. Ogni volta viene chiesto aiuto agli italiani. Basta. Rischiamo di farla diventare una tradizione, di lanciare (involontariamente) il pericolosissimo messaggio che poi, anche se lo Stato compie le peggiori azioni di questo mondo, ci sia il popolo, mosso da compassione, che perdona tutto e ripaga qualsiasi danno. Basta mandare qualche inviato a raccogliere bambole fra le macerie per far breccia nel cuore degli italiani e fargli dimenticare come – solo pochi decenni prima – accadeva lo stesso e i colpevoli restavano impuniti.
Nelle tasse c’è previsto – infatti – anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le tasse paghiamo anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

Non do un euro per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Non do un euro, ma il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno.

Lettore disattento, aspetta a darmi del bestemmiatore. Non parlo da egoista, cinico e antisociale, questo ragionamento è dettato dal serio bisogno di far cambiare le cose, di modificare questa politica di malgestione del denaro pubblico, che, ripeto, si sente “protetta” dalle associazioni di volontariato che vanno sempre a parare l’operato dello Stato pasticcione di cui si parlava prima. Guardiamo oltre il nostro naso, donando uno/due/tre euro rischiamo soltanto di favorire la passerella di politici e gente che – al contrario di chi dona soldi in modo sincero – sfrutta tragedie e disgrazie per farsi bello. Andiamo oltre, esigiamo il nostro diritto, da cittadini italiani, da contribuenti, a veder spesi in modo corretto in nostri soldi (ad esempio per la ricostruzione), altrimenti arrivederci alla prossima tragedia, chi manda indietro il nastro?

maggio 18 2009

Wolfram Alpha ai nastri di partenza!

Pochi giorni fa è stato aperto al pubblico Wolfram Alpha, uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni, ovvero la semantica applicata alle macchine al fine di creare codici comunicativi simili a quelli umani, per rendere la Rete capace di comprendere il significato delle ”interrogazioni” fatte online.Stephen Wolfram

Presentato all’università di Harvard dal fisico britannico Stephen Wolfram, il progetto è riuscito ad attirare in questi mesi un interesse ed una curiosità veramente incredibili.

Il matematico ha spiegato che WA utilizza diversi trilioni di raccolte di dati, sia da fonti libere che da fonti sotto licenza. WA unisce tutti i dati e li verifica attraverso un sistema in parte manuale e in parte automatizzato. Successivamente analizza ed interpreta il significato del codice e presenta i risultati in modo chiaro, tramite schemi grafici adatti a ogni esigenza.

«Ad oggi Wolfram Alpha contiene più di 10 trilioni di dati, più di 50 mila tipi di algoritmi e modelli e capacità linguistiche per più di 1000 domini. Costruito su Mathematica – di per sé il risultato di più di 20 anni di sviluppo dai ricercatori Wolfram – il codice di Wolfram Alpha è basato su più di 5 milioni di linee o codici simbolici di Mathematica. Girando su cluster di supercomputer, Wolfram Alpha fa uso intensivo dell’ultima generazione di tecnologie di computing parallelo, inclusi webMathematica e gridMathematica».

Che dire… un enorme passo avanti nel sistema di ricerche e nello sviluppo di un linguaggio di interazione fra individui e macchine.

maggio 16 2009

Fotografo per caso #5

Inauguro con voi, oggi, la nuovissima Canon EOS 1000d!
Mi ci devo ancora abituare, sto facendo degli scatti di prova… :D

Hanging out...

Fotocamera: Canon EOS 1000D
Esposizione: 0,008 sec (1/125)
Apertura: f/5.6
Lente: 55 mm

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aprile 19 2009

YouTube sperimenta una nuova interfaccia per i canali

YouTube sta sperimentando una nuova interfaccia per i canali ed ha inviato ad alcuni utenti il link (segreto) che permette di migrare alla nuova versione.

YouTube, new interface

Per chi non lo avesse ricevuto, ecco la pagina che consente lo switch.
La nuova veste grafica, molto semplice da utilizzare, è  più ordinata e “pulita”.

Per modificare l’aspetto della pagina, ci viene in aiuto il rinnovato editor, basterà cliccaresu ImpostazioniTemi e coloriModuli e Layout e si aprirà a seconda della nostra scelta un frame con le possibili scelte.

Per rimanere informati, visto che la nuova interfaccia non è ancora in via di sviluppo e potrebbe cambiare di giorno in giorno, potete consultare un apposito blog dove è possibile trovare informazioni riguardo la nuova interfaccia dei canali.

aprile 18 2009

Il rapido sviluppo di Internet e l’avvento di nuove tecnologie

L’elettronica, l’informatica e soprattutto l’avvento ed il progressivo sviluppo di internet hanno contribuito in modo decisivo a quella che oggi chiamiamo “globalizzazione”, un mondo sempre più collegato ed universalizzato.

La banda larga, il wireless, i cellulari sono solo alcune delle tecnologie sviluppate negli ultimi anni e ormai alla portata di molti.

Aziende e singoli utenti non smettono mai di investire in tecnologie innovative e capaci di trasformare in poco tempo le abitudini e i nostri modi di vivere (e anche di farli guadagnare molto, non agiscono certo per idealismo). Uno di questi prodotti è sicuramente il cellulare, che in breve tempo è riuscito a spostare l’asse comunicativo da apparecchiature fisse a periferiche mobili.

La potenza di internet, sfruttata consapevolmente, è devastante, basti pensare all’elezione di Barack Obama; nella campagna elettorale – infatti – il neo-presidente ha fatto un uso incredibile di internet e delle piattaforme di blogging per la sua “scalata” politica.
Internet
La comunicazione informatizzata mette in gioco cambiamenti strutturali negli aspetti e nella geografia delle relazioni interpersonali, di qui l’importanza di considerare un oggetto come il domestico secondo una precisa strategia culturale.
Come l’agorà dell’antica Grecia, chiunque ha qualcosa da dire troverà in internet un suo palco privilegiato, lontano da caste e mondi chiusi in sé stessi.

Tramite una mail è possibile raggiungere persone anche nell’altra parte del mondo in pochissimi secondi, i sistemi di intant messaging permettono poi di comunicare in modo – appunto – istantaneo, e le “web-tv” riescono addirittura ad offrire in modo gratuito contenuti multimediali sempre più vicini alle esigenze degli utenti, che possono proporre argomenti o diventare addirittura protagonisti del servizio stesso.

Pochi tuttavia riescono ancora a comprendere la portata e l’importanza delle tecnologie – e soprattutto di internet – nella nostra vita. Molti lo temono, credendo sia pericoloso. La verità è che fenomeni come pedofilia, phishing, pornografia e furti di identità non sono altro che frutto dell’ignoranza della gente. Niente, in sè, è pericoloso, tutto dipende dall’uso che se ne fa.
D’altronde con il coltello posso anche tagliarci il pane…

aprile 17 2009

Se agli altri Briatore je spiccia casa…

…a noi invece…!

Se agli altri Briatore je spiccia casa...

aprile 15 2009

Libro: “Tutta colpa di Mick Jagger”

Recensione: “TUTTA COLPA DI MICK JAGGER”, di CYRIL MONTANA

Tutta colpa di Mick JaggerSimon è un figlio di “figli dei fiori”, sballottato nell’infanzia tra il nido dell’adorata nonna e asili per bambini di hippies, ed è cresciuto con tutte le dovute conseguenze. A 30 anni deve conciliare la sua già complicata vita sentimentale con l’inseguimento continuo di una madre che è un’inguaribile settantottina, che da vera bohemien gira per gli alberghi più costosi di Francia e che sostiene che le sue emicranie siano causate dal fatto che Mick Jagger si è impossessato della sua testa.

Attraverso una prosa piacevolmente sgangherata che si sviluppa tra flashback e monologhi interiori, Montana fornisce un delizioso ritratto di un immaginario ragazzo-frutto dell’amore libero, perseguitato da paure, manie e totalmente sconclusionato nelle sue avventure amorose, ridefinendo ironicamente l’eredità di quel ‘68 tanto idealizzato dagli adolescenti.

marzo 23 2009

Domain Name Spam: rinnovo del “search engine registration”…

Pochi minuti fa ho ricevuto una mail (ovviamente falsa) che a prima vista sembra notificare la scadenza di un dominio, tuttavia indica il bisogno di rinnovare una fantomatica “search engine registration”, intesa – suppongo – come l’aggiunta del sito ai motori di ricerca.

Search Registration Spam

L’indirizzo riportato è Long Island City, NY. In realtà Long Island City è un quartiere del Queens, non una città.

Molti siti riportano questa stessa mail, e la notifica sembra giungere soprattutto (se non soltanto) per i domini .ORG.
Ecco il testo integrale:

I: REVIEW SOLICITATION

Attn: FIRSTNAME LASTNAME
As a courtesy reminder, we are sending you this notification for your business Domain name search engine registration. This letter is to inform you that it’s time to send in your registration and save.

Failure to complete your Domain name search engine registration by the expiration date may result in cancellation of this offer making it difficult for your customers to locate you on the web.

Privatization allows the consumer a choice when registering. Search engine subscription includes domain name search engine submission. You are under no obligation to pay the amounts stated below unless you accept this offer. Do not discard, this notice is not an invoice it is a courtesy reminder to register your domain name search engine listing so your customers can locate you on the web.

This Notice for: WWW.YOURDOMAIN.COM will expire on March 24,2009 Act today!

febbraio 26 2009

Thunderbird: condividere profili fra due Sistemi Operativi in Dual Boot

Per chi fosse interessato a condividere e-mail e impostazioni di Mozilla Thunderbird utilizzando due sistemi operativi (di cui uno Linux e l’altro Microsoft) sullo stesso PC in dual boot, ecco una procedura testata personalmente su Ubuntu 8.04 Hardy Heron installato tramite Wubi su Windows XP SP3 Home Edition:

  1. Bisogna creare un profilo di Thunderbird in Windows (se lo si ha già, come è probabile, saltare questo passo).
  2. Ora si fa lo stesso in Linux semplicemente avviando Thunderbird. Va annullata la procedura guidata che parte in automatico. Successivamente si chiude Thunderbird.
  3. Ora, si ipotizza che si abbiano sempre i permessi in lettura/scrittura sulla partizione di Windows. Alcune distribuzioni Linux li impostano in automatico, altre no. In quest’ultimo caso, è necessario fare riferimento ad una guida specifica che suggerisca come montare e configurare una partizione Windows all’avvio di Linux. Chi ha utilizzato Wubi per installare Ubuntu si renderà conto che nella cartella /host (quella che fornisce l’accesso alla directory principale del sistema Windows su cui si è installato Ubuntu, ad esempio C:) si dispone, come utente normale, solo dei permessi in lettura. Si può ovviare accedendo ogni volta a Thunderbird come root tramite il comando “gksudo thunderbird %u” seguito dall’immissione della propria password.
  4. Chi ha le partizioni deve copiare il file C:\Documents and Settings\nome_utente\Dati applicazioni\Thunderbird\Profiles\********.default\prefs.js in /home/nome_utente/.mozilla-thunderbird/********.default (gli asterischi simboleggiano dei caratteri alfanumerici generati casualmente da Thunderbird al momento del salvataggio del profilo, mentre C: è considerata per semplicità l’unità Windows su cui è installato Thunderbird), mentre chi ha utilizzato Wubi deve copiarlo in /root/.mozilla-thunderbird/********.default.
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febbraio 26 2009

Arrotoliamo le pagine con PageEar!

PageEar è uno script che permette di “arrotolare” le pagine.

Il funzionamento è molto semplice, dopo averlo installato (tramite la procedura che vedremo fra poco) un angolo della vostra pagina web diverrà “sfogliabile”. Al passaggio del mouse lo script mostrerà una nuova immagine a comparsa.

L’effetto è stato implementato con successo sull’angolo superiore destro di questo blog, quindi per vederlo in funzione basterà – se mi leggete attraverso i feed – fare una capatina sul sito, altrimenti basterà scorrere la pagina fino ad arrivare alla parte superiore.

Come implementare lo script?

  1. Scaricate PageEar nel file .zip;
  2. Estraete il contenuto in una directory ed uploadate il tutto nel vostro spazio web;
  3. Sostituite i due file jpg con quelli da utilizzare tenendo presente che di quello grande sarà visualizzata solo la metà in diagonale;
  4. Aprite il file pageear.js con  il vostro editor di testo (blocco note, geditor, dipende dal vostro sistema operativo)  e aggiornate tutti percorsi e il link di destinazione con quelli giusti;
  5. Salvate i file ed uploadate tutto nel vostro spazio;
  6. Aprite la pagina dove volete inserire l’effetto ed inserite fra i due tag <head> il codice:
    <script src="pageear.js" type=”text/javascript”></script>
  7. Fra i tag <body>, meglio se alla fine della pagina, inserite invece:
    <script type="text/javascript"> writeObjects(); </script>
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